Le Google Applications (o GAPPS), comunemente preinstallate in quasi tutti gli smartphone Android oltre a permettere di usufruire di molti dei servizi Google (tra cui il Play Store), costituiscono delle dipendenze necessarie all’esecuzione di molte delle più comuni app Android.

Il progetto microG mira a fornire un sostituto opensource alle funzionalità offerte dalle GAPPS.

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Grazie alla connettività WiFi dell’ESP8266 è possibile far interagire oggetti reali e computer/smartphone in maniera personalizzata e a basso costo.

In questi anni sono sbarcati sul mercato diversi esempi di Internet of Things, come lampadine ed elettrodomestici gestibili attraverso la rete WiFi. Rispetto a queste soluzioni, i progetti realizzati con Arduino e ESP8266 hanno l’indubbio vantaggio di poter rendere interconnessi a costi irrisori anche oggetti nati non smart, come termostati, condizionatori o tapparelle.

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In un articolo precedente ho illustrato la possibilità di sostituire l’Arduino con un microcontroller Atmel ATMEGA328P-PU. In quello stesso articolo, spiegavo come le altri componenti elettriche presenti sulla board Arduino sono funzionali al buon funzionamento del microcontroller.

Uno degli aspetti più importanti di quando si utilizza un microcontroller stand-alone, ovvero non inserito in una board preconfezionata, come l’Arduino, è la pulizia dell’alimentazione.

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L’Arduino è il compagno ideale per chi vuole sperimentare con l’elettronica, tuttavia arriva il momento in cui si desidera realizzare un prototipo definitivo, un prodotto finito da non assemblare-disassemblare più. In questi casi, lasciare che il prototipo includa una board Arduino – originale o compatibile che sia – può essere poco conveniente, sia da punto di vista economico, sia dal punto di vista dello spazio occupato.

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