2016

Raccolgo in questo articolo i passi da me seguiti per installare ed ottimizzare Dark Souls: Prepare to Die Edition sul mio Thinkpad X230 (CPU: i5-3320M, GPU: HD4000) con Linux, che di certo non è una macchina da gaming e non è nemmeno un PC recente. Si noti che completato con successo la procedura su diverse distro, nello specifico Debian, Ubuntu, Arch.

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OctoPrint è un software simile ai noti Pronterface, Cura o Repetier-Host, nel senso che permette di inviare comandi alla stampante e di avviare stampe. La differenza sta nell’interfaccia grafica che, anzichè essere eseguita in una normale finestra, essa è costruita come una applicazione web, accessibile via browser. Il vantaggio è che è possibile accedervi da più dispositivi, smartphone compresi e senza fili.

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Questo articolo introduce all’uso di Blink, un framework che permette di programmare, comandare e monitorare progetti Arduino attraverso internet, il tutto senza scrivere una riga di codice.

Come board ho scelto la Wemos D1 mini, basata su ESP8266. Una soluzione molto più economica (€3-4), piccola e semplice, di un Arduino Yun o Uno con shield WiFi.

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Le Google Applications (o GAPPS), comunemente preinstallate in quasi tutti gli smartphone Android oltre a permettere di usufruire di molti dei servizi Google (tra cui il Play Store), costituiscono delle dipendenze necessarie all’esecuzione di molte delle più comuni app Android.

Il progetto microG mira a fornire un sostituto opensource alle funzionalità offerte dalle GAPPS.

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Grazie alla connettività WiFi dell’ESP8266 è possibile far interagire oggetti reali e computer/smartphone in maniera personalizzata e a basso costo.

In questi anni sono sbarcati sul mercato diversi esempi di Internet of Things, come lampadine ed elettrodomestici gestibili attraverso la rete WiFi. Rispetto a queste soluzioni, i progetti realizzati con Arduino e ESP8266 hanno l’indubbio vantaggio di poter rendere interconnessi a costi irrisori anche oggetti nati non smart, come termostati, condizionatori o tapparelle.

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2014

In un articolo precedente ho illustrato la possibilità di sostituire l’Arduino con un microcontroller Atmel ATMEGA328P-PU. In quello stesso articolo, spiegavo come le altri componenti elettriche presenti sulla board Arduino sono funzionali al buon funzionamento del microcontroller.

Uno degli aspetti più importanti di quando si utilizza un microcontroller stand-alone, ovvero non inserito in una board preconfezionata, come l’Arduino, è la pulizia dell’alimentazione.

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L’Arduino è il compagno ideale per chi vuole sperimentare con l’elettronica, tuttavia arriva il momento in cui si desidera realizzare un prototipo definitivo, un prodotto finito da non assemblare-disassemblare più. In questi casi, lasciare che il prototipo includa una board Arduino – originale o compatibile che sia – può essere poco conveniente, sia da punto di vista economico, sia dal punto di vista dello spazio occupato.

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Dopo 12 giorni di attesa (per problemi tecnici con lo store ufficiale) finalmente è arrivato a casa fra le mani di un corriere GLS. Galeotto fu un articolo su leganerd che mi ha mostrato che la robotica, che repotavo essere un mondo misterioso e irraggiungibile, è alla portata di chiunque abbia un minimo di pazienza. Se poi a questo si aggiunge l’ispirazione opensource che muove il progetto Arduino, per me l’acquisto era inevitabile. Continua a leggere