Atomic Pi: a $35 meglio del Raspberry Pi

In questi giorni ho avuto modo di testare un altro giocattolino, un single board computer low cost con CPU Intel x86 che ho acquistato a $35 (+ spedizione) da Amazon US.

Mi sono subito innamorato di questa Atomic Pi e ne propongo una setup guide e una piccola recensione attraverso diversi casi d’uso. Ne ho individuati alcuni in cui può risultare un’alternativa migliore al Raspberry Pi.

Atomic Pi con case, HUB USB, SSD e scheda audio

Specifiche

  • CPU: Intel Atom x5-8350, 1.44GHz, 4 core, 4-15W
  • RAM: 2GB DDR3L-1600
  • WiFI 5 (b/g/n/ac 2.4GHz e 5GHz), chipset: Ralink RT5572, banda: 300mbps
  • Gigabit ethernet, chipset: Realtek RTL8111G, banda: 1000mbps
  • Bluetooth 4.0, chipset: Qualcomm CSR8510
  • 16GB eMMC, chip: Delson D93C16GM525
  • slot micro SD (max 256GB)
  • HDMI 1.4 (supporta 1920x1080@60Hz e audio)
  • USB3.0
  • connettori per webcam (USB2.0) e per casse stereo
  • pin header con 12GPIO, 3 porte seriali, un canale i2s (microfono)
  • amplificatore di classe D, chip: XU208 riprogrammabile
  • IMU, chip: Bosh BNO055
  • RTC con batteria inclusa
  • Dimensioni: 152mm x 120mm x 50mm

Sulla carta questa board offre un rapporto qualità prezzo praticamente impossibile. Le SBC board con lo stesso SoC (Latte Panda Delta, UP, …), vengono vendute a prezzi intorno ai €100. Rispetto a queste board, il lato negativo più grande sono le dimensioni maggiorate.

L’ingombro maggiore è dato dall’enorme dissipatore passivo. Considerate le perfomance (sempre sotto i 60°C anche sotto stress) posso dire che ne vale la pena.

Dimensioni

Rispetto ad un Raspberry Pi questa board è decisamente più potente. Dispone di CPU connessioni WiFi e ethernet, storage, e porte USB nettamente più veloci. Inoltre, a differenza di altre board ARM, dispone di un supporto software comparabile a quello del Raspberry Pi grazie all’architettura x86.

Atomic Pi VS Raspberry Pi: NAS

Fra i compiti che ho assegnato al mio Atomic Pi c’è quello di fare da semplice NAS. In particolare condivide in LAN via Samba una SSD SATA 3 connessa via USB 3.

In particolare ho usato questo SSD NGFF della Kingspec, questo adattatore M.2 -> USB 3.0 e questo HUB USB 3.

File sull'Atomic Pi scaricato in LAN

Dal mio laptop riesco a scaricare file a ~110MB/s, saturando quindi la banda gigabyte ethernet.

Con il Raspberry Pi 3 B+ riesco a malapena a raggiungere i 15MB/s.

Atomic Pi VS Raspberry Pi: desktop

Questa SBC può essere tranquillamente usata come PC da ufficio per navigazione web e office (ma non di più). È anche possibile installare Windows 10.

Si possono anche visualizzare video 1080p@30fps da youtube a patto di usare il codec h264.

In questo scenario i 2GB di RAM costituiscono il principale limite di questa board. Questo problema si fa sentire un po’ meno se si opta per una distro Linux leggera come Xubuntu. Ma anche in questo caso sarà sempre necessario tenere d’occhio il consumo di RAM.

Poiché manca un jack audio, ho collegato le casse ad una scheda d’audio USB da €1.

L'Atomic Pi è un desktop perfettamente utilizzabile

Ho scritto questo post proprio dall’Atomic Pi, scrivendo in Visual Studio Code e tenendo diverse schede aperte su Google Chrome. Per superare il limite dei 16GB, ho spostato i dati (la partizione /home) su una SD, mentre ho lasciato il sistema sulla ben più veloce eMMC.

Anche il Raspberry Pi può essere impiegato come piccolo desktop, ma con rinunce decisamente maggiori: metà RAM, supporto a Windows e Android scadente, storage lento, VLC e browsing frustranti, lo pongono un gradino al di sotto dell’Atomic Pi.

Atomic Pi VS Raspberry Pi: progetti

Il supporto ai GPIO dell’Atomic Pi, per quanto sufficiente, non è assolutamente paragonabile al Raspberry. In alcune situazioni un più o meno efficace workaround potrebbe essere quello di connettere un Arduino attraverso una delle porte seriali (come avviene sulla Latte Panda).

Raspberry Pi e Atomic Pi a confronto

Considerate anche le dimensioni maggiorate, in questo caso il Raspberry potrebbe risultare l’opzione migliore a patto che non siano necessarie CPU e GPU particolarmenti performanti.

Atomic Pi VS Raspberry Pi: media center

Questa board risulterebbe un ottimo media center, capace di riprodurre fluidamente la maggior parte dei codec, ma è limitato dalla risoluzione massima di 1080p. Se si necessità del 4K, occorre guardare altrove.

É possibile sia installare Kodi da qualche distro linux che da qualche variante di Androidx86. In questo caso ho letto che l’audio su HDMI non funziona.

Un altro problema da considerare è che, a differenza del Raspberry Pi, non supporta l’HDMI-CEC, ossia non è possibile (a meno di adattatori) controllare l’Atomic Pi dal telecomando della TV.

Setup

Alimentazione

Se si compra la board base, senza board aggiuntive, bisogna tener conto che stranamente mancano porte per l’alimentazione. Tuttavia è possibile alimentarlo via GPIO con dei semplici jumper da breadboard, che andranno collegati con un connettore come quello in figura ad una alimentatore da almeno 5V 4A con connettore come quello in figura. Raccomandazioni del produttore.

Questo non è necessario se si acquista una delle due shield aggiuntive.

Boot

Si può accedere al BIOS all’avvio premendo TAB nella schermata con la scritta ASUS AAEON ed ESC nella schermata immediatamente successiva. Consiglio di rimuovere il boot PXE dal tab Boot se non lo si usa, in quanto rallenta inutilmente la procedura di avvio.

Antenne

Un’altra stranezza di questa board è che non include di default delle antenne WiFi e Bluetooth.

Il lato positivo è che scegliendo le proprie antenne, è possibile dare maggiore priorità alla ricezione, piuttosto che alla compattezza. Ci sono diverse alternative su Amazon o Aliexpress, tra antenne vere e proprie e antenne PCB (da laptop). L’importante è che abbiano il connettre IPEX.

Antenne dual band con connettore IPEX

Nel mio caso ho deciso di non collegare alcuna antenna e farmi bastare l’ethernet.

OS

Oltre all’immagine preinstallata sulla eMMC, il produttore fornisce delle immagini scaricabili a questo indirizzo. Per flashare quelle immagini il produttore consiglia di eseguire il boot di una distro live da chiavetta (ad esempio l’installer di Xubuntu) e flashare la eMMC da lì con il comando

sudo dd if=/where/you/put/the/image.img of=/dev/mmcblk0 bs=1024k oflag=dsync status=progress

Per avedere a disposizione l’immagine da flashare nell’ambiente live si può, o usare semplicemente una seconda chiavetta, oppure caricare l’immagine in un’altra partizione della chiavetta live.

Una via ben più semplice è quella di installare direttamente una distro da un’immagine non fornita dal produttore, che comunque funziona lo stesso. Si perde solo il supporto ai GPIO e all’amplificatore.

La distro con cui ho avuto il miglior mix di performance e di usabilità è stata Xubuntu 19.04 Disco Dingo.

Segnalo che la procedura di spegnimento fallisce sempre. Non ho ancora indagato per risolvere il problema.

Case

Non ci sono case disponibili all’acquisto ma il produttore fornisce dei file stl stampabili in 3D (top, bottom). Questo case è pensato per chi usa l’Atomic Pi con la shield più grande.

Case stampato in 3D

Personalmente ho optato per quest’altro case da thingiverse, pensato per chi come me usa l’Atomic Pi senza board aggiuntive.

Considerazioni finali

Questa board rappresenta il modo più economico per mettere le mani su una piattaforma intel x86 compatta e sufficientemente potente. Sebbene abbia le sue stranezze (pare che sia stata progettata per essere integrata in prodotto scartato) rappresenta un valido upgrade rispetto ad un Raspberry Pi per chi necessita di più potenza.

Commenti