Commenti

heron's blog diventa self-hosted passa a Hugo

Dopo svariati mesi di mancati aggiornamenti e incuria totale ho deciso di ridare vita a questo blog. E già che c’ero ho introdotto qualche interessante novità, almeno a livello tecnico.

Avevo aperto questo blog per tener traccia dei miei progetti. Sebbene ne abbia documentato solo una minima parte ed in maniera non regolare, quanto ho scritto mi è tornato utile in più di un’occasione. Motivo per cui, anche dopo aver smesso di scrivere non ho mai trovato il coraggio di staccare la spina.

D’altro canto non me la sentivo nemmeno di rinnovare l’abbonamento allo spazio web, che avevo acquistato in sconto anche per ownCloud (che ho, da qualche tempo, sostituito con syncthing).

Aggiungo che ultimamente mi sono tuffato in qualche progettino, ne ho pianificato altri e quindi sono tornato a sentire il bisogno della presenza di blog che porti ordine tra le mie idee.

Questa situazione mi ha spronato a cercare alternative.

In particolare ho pensato di hostarlo sul mio server casalingo, ovvero un economicissimo Banana Pi made in China, collegato alla rete via ethernet.

Per chi non non lo conoscesse, si tratta di un piccolo PC single-board munito di processore ARM dual-core, dalle dimensioni e dai consumi energetici estremamente contenuti. In pratica un Raspberry Pi con in più una porta SATA, che gli permette di collegarsi ad un hard disk. A tutti questi pregi sicontrappone però la scarsa potenza.

Ma se il Banana Pi non può competere in alcun modo con un vero server, riesce a sopportare almeno un piccolo blog personale poco seguito?

La risposta positiva mi è arrivata da GrepPipeLinux, un blog realizzato con Wordpress (come il vecchio heron’s blog) che gira su un server Apache ed è hostato su un Banana Pro, ovvero una sigle-board simile, appunto, al mio Banana Pi.

Nonostante la prova offertami, ho continuato a reputare Wordpress troppo pesante e macchinoso per le mie esigenze. Un blog in Wordpress, va curato, giorno per giorno. Occorre aggiornarlo, per far fronte ai problemi di sicurezza, bisogna verificare la compatibilità dei plugin con le nuove versioni e soprattutto è necessario lottare con l’editor integrato WYSIWYG, per metterlo d’accordo con le sequenze di escape dell’HTML.

Ho quindi colto l’occasione per sbarazzarmene, incuriosito dai generatori di blog statici, come Jekyll. Tra questi dopo il fallito tentativo di conversione a Pelican (che dispone di un’ampio bagaglio di plugin, in parte buggati però), ho optato per la velocità e l’eleganza di Hugo.

In definitiva le novità sono:

Durante la migrazione ho provveduto anche ad eliminare i contenuti troppo obsoleti

Commenti